Davvero non si capisce se certi politici ci sono o ci fanno, specie quando si leggono dichiarazioni come quelle rilasciate da Matteo Salvini ad un evento di partito a Milano secondo cui «di Nord non si parla sui giornali, te lo porti dentro a Roma quando fai le tue battaglie politiche. E da ministro abbiamo portato miliardi per allungare la metropolitana fino a Sesto, a Monza e a Baggio», sorvolando che su altri aspetti, come le infrastrutture autostradali dove i Lombardi (ma più in generale tutti i cittadini del Nord) devono pagare a caro prezzo pedaggi autostradali su tratte prima prive di balzello o, grazie a lui, non vedono mai la fine dei pedaggi a concessione largamente scaduta come nel caso dell’Autobrennero esaurita da ben 11 anni e che ora si maneggia disperatamente per rinnovare per altri 50 anni facendo spallucce sulle “osservazioni” provenienti dalla Commissione europea in fatto di materie come il rispetto della concorrenza o della trasparenza del mercato.
L’uscita di Salvini, l’ultima in ordine di tempo, ha esposto il fianco alle critiche che puntualmente sono arrivate dagli “ortodossi” della fu Lega Nord, ora trasmigrati in “Patto per il Nord”: secondo il segretario, Paolo Grimoldi, «le parole di Matteo Salvini certificano il suo fallimento politico. Il Nord non è un sentimento da portarsi dentro a Roma, ma una realtà produttiva oggi schiacciata da tasse, burocrazia, insicurezza, sanità in difficoltà e infrastrutture insufficienti».
«Mentre il Nord veniva ignorato – continua lo spargimento di sale di Grimoldi sulla carne viva del Nord sedotto e abbandonato -, Salvini ha scelto di concentrare risorse e attenzione sul Sud, arrivando a vincolare per anni il bilancio pubblico con l’operazione del Ponte sullo Stretto di Messina, drenando risorse strategiche che avrebbero dovuto rafforzare i territori che producono ricchezza e tengono in piedi il Paese. Il mandato ricevuto dal Nord era chiaro: autonomia, lavoro, sicurezza e infrastrutture per la competitività. Quel mandato è stato tradito. Il Nord non chiede elemosine né opere simboliche: chiede rispetto. Un rispetto che Salvini non dimostra più nemmeno verso la terra dove è nato politicamente. “Patto per il Nord” nasce da questa rottura perché il Nord non si porta dentro, si rappresenta. E oggi non è più rappresentato». Almeno non più dalla Salvini Premier.
Per rimanere sempre aggiornati con le ultime notizie di “Dario d’Italia”, iscrivetevi al canale Telegram per non perdere i lanci e consultate i canali social della Testata.
Telegram
https://www.linkedin.com/company/diarioditalia
https://www.facebook.com/diarioditalia
© Riproduzione Riservata





































