Home Politica Ets: gli industriali di Italia, Germania e Francia strigliano von der Leyen

Ets: gli industriali di Italia, Germania e Francia strigliano von der Leyen

«Serve una revisione profonda dell'Ets». Lettera di Confindustria, Bdi e Medef. Pressing dell'Italia sull'Europa che rischia la crisi economia e sociale sull’altare ambientalista.

173
sistema ets

Congiunto, unanime e trasversale l’appello a una voce sola lanciato dalle tre associazioni industriali di Italia, Germania e Francia per chiedere una «revisione profonda» del sistema Ets che lo renda «più aderente» all’attuale realtà dell’industria europea.

La lettera di Confindustria, Medef e Bdi arriva sul tavolo del presidente Ursula von der Leyen mentre Bruxelles è impegnata negli ultimi ritocchi alla riforma del mercato europeo del carbonio, attesa il 17 luglio insieme a un più ampio pacchetto di misure sull’energia.

Costi «elevati dell’energia» e «pressione della concorrenza globale» muovono la richiesta di rivedere il mercato del carbonio che dal 2005 fissa un prezzo alla CO2 degli impianti di energia elettrica e termica, dell’industria manifatturiera, dei voli commerciali dentro l’Ue e dal 2024 anche il trasporto marittimo. L’imperativo per le tre associazioni industriali europee è «rivedere la riserva di stabilità» e «rafforzare il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (Cbam)», mantenendo le quote gratuite e i sistemi di compensazione dei costi Ets, destinando tutto il “tesorettocomplessivo dei ricavi agli investimenti nella decarbonizzazione.

L’appello degli industriali «è da recepire», sul sistema Ets serve «una riforma radicale, strutturale e organica, ispirata ai principi di equità, flessibilità e neutralità tecnologica», sottolinea il ministro delle Imprese, b.

«Il tema dell’Ets e il tema della tassa carbonica che mette fuori mercato e fuori competitività le nostre imprese – ha detto il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini -. Finalmente abbiamo firmato questo documento con Confindustria Francia e Germania. Leggo dichiarazioni di tutti i partiti dove si prende coscienza che i benchmark che sono stati messi sono una veramente una grande cavolata. Le aziende della ceramica hanno investito b miliardi negli ultimi 10 anni nella qualità dell’aria per le emissioni. E cosa abbiamo fatto? Gli abbiamo messo dei parametri tali che saranno costretti a andare, se continuiamo così, a produrre ceramica al di fuori dal nostro continente. Compriamo la ceramica o dall’India o dalla Cina, ammazzando le nostre produzioni – ha proseguito Orsiniabbiamo fatto un +63% di acquisto di ceramica cinese e un -20% di acquisto di ceramica europea in Europa l’anno scorso. È una roba da matti, solo perché stiamo mettendo un benchmark che è irraggiungibile».

Per rimanere sempre aggiornati con le ultime notizie di “Dario d’Italia”, iscrivetevi al canale Telegram per non perdere i lanci e consultate i canali social della Testata. 

Telegram

https://t.me/diarioditalia

Linkedin

https://www.linkedin.com/company/diarioditalia

Facebook

https://www.facebook.com/diarioditalia

© Riproduzione Riservata