Garanzia infortuni conducente Rc Auto: possibile aumento delle tasse

La manovra 2026 potrebbe portare il balzello dal 2,5% al 12,5% con effetto retroattivo di 10 anni, Compagnie assicurative sul piede di guerra per un extra costo di 1,25 mld.

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Se la tassazione Irpef cala di qualcosa con la manovra 2026, viceversa sono in agguato una miriade di ritocchi fiscali sparpagliati in mille rivoli, dall’aumento dell’accisa sul gasolio con un botto di 4,06 cent/litro che peserà soprattutto sull’autotrasporto all’appena scoperto ritocco della tassazione da 2,5% al 12,5% della garanzia infortuni del conducente nelle polizze Rc Auto. Il tutto con effetto retroattivo per 10 anni, cosa che ha fatto scattare la reazione piccata delle compagnie assicurative che dovrebbero scucire circa 1,25 miliardi di euro che poi andrebbero a ricadere sulle tasche degli assicurati.

L’emendamento a firma di Matteo Gelmetti (FdI) stabilisce che l’aumento dell’aliquota valga anche per il futuro recependo un’interpretazione su come debba essere calcolata l’imposizione fiscale sulle polizze Rc Auto, parificando l’imposizione delle varie garanzie a quella della polizza principale.

La questione sulla garanzia infortuni del conducente si trascina dal 1983 quando le compagnie chiesero al ministero delle Finanze la modalità di calcolo delle garanzie aggiuntive della Rc Auto e la risposta fu che per le garanzie infortunio del conducente doveva essere applicata l’aliquota del 2% (ora del 2,5%) tipica delle polizze infortunio autonome. Detto, fatto: le compagnie hanno dato seguito a questa impostazione applicando l’imposta ridotta come sostituto d’imposta per i propri assicurati.

Peccato che due anni fa, l’Agenzia delle entrate della Lombardia abbia contestato tale impostazione avvallata dal ministero, emettendo accertamenti a raffica a carico delle compagnie assicurative, ma senza attivare provvedimenti escussivi. Il problema del contendere sarebbe l’ambiguità su cosa definire come “rischio inerente al veicolo o al natante”, tanto che, bontà sua, il braccio armato del fisco ha dato la possibilità di sanare il pregresso la vicenda senza sanzioni ed interessi.

Insomma, una classica vicenda di burocrazia italiana, dove la mano sinistra non sa quello che fa la destra, contraddicendosi tra loro, con corollario di conflitto dove vanno di mezzo i terzi, compagnie di assicurazione e assicurati.

E mentre le compagnie di assicurazioni si armano di pareri e consulenze legali, anche un’altra voce delle garanzie Rc Auto si prepara al ritocco fiscale: si tratta delle estensioni all’assistenza, già al 10%, che dovrebbe lievitare al 12,5%.

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