La voglia del ponte di Messina è così forte che il ministro alle Infrastrutture, Matteo Salvini, pare disposto a tutto e di più, pure ad indennizzi per gli espropri maggiorati per tutti coloro che dovranno subire un esproprio per la realizzazione dell’opera pubblica, sorvolando sul fatto che l’attuale normativa fissa criteri ben precisi ed univoci valevoli dalla Vetta d’Italia a Capo Passero.
«Il Governo Meloni dovrebbe chiarire le affermazioni del vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, quando sostiene che in Sicilia e in Calabria gli espropriati saranno indennizzati più generosamente rispetto ad altri casi. La legge è uguale per tutti e in riferimento agli espropri per le opere pubbliche, ci sono criteri oggettivi e ben definiti per la determinazione dell’indennità da parte dello Stato. Salvini non può decidere che gli espropriati siciliani e calabresi valgono di più mentre quelli del Nord e delle altre parti d’Italia valgono meno» afferma Paolo Grimoldi leader di “Patto per il Nord”.
«L’affermazione di Salvini, se è vera e non meramente propagandistica – continua Grimoldi – aprirebbe un contenzioso senza fine fra espropriati di serie A e di serie B: è questo che vuole il Governo? L’indennità di esproprio è calcolata in misura pari al valore venale del bene, ovvero il prezzo di mercato che l’immobile avrebbe in normali condizioni di compravendita. Quindi, semmai gli espropriati per il Ponte andrebbero indennizzati relativamente peggio visto che il valore degli immobili, ad esempio in Calabria, è meno della metà della media nazionale».
“Patto per il Nord” chiede agli organismi di controllo di intervenire per assicurare a tutti i cittadini ed imprese italiane il medesimo trattamento, senza alcuna preferenza. Già il presidente dell’ANAC, Giuseppe Busia, ha evidenziato come il contratto d’appalto «abbia alcune zona d’ombra come il far gravare il rischio finanziario della realizzazione dell’opera quasi interamente sullo Stato, quando dovrebbe esser ripartito tra tutte le parti o solo su una se si ricorre allo strumento del general contractor». Oltre all’Anac, dovrebbe intervenire anche l’Antitrust per «evitare trattamenti preferenziali annunciati da Salvini circa gli indennizzi più generosi per gli espropri per il ponte di Messina».
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