Paolo Grimoldi, un tempo parlamentare della Lega Nord e segretario della Lega Lombarda, è stato acclamato alla segreteria di “Patto per il Nord” al congresso di fondazione che si è chiuso a Treviglio. Un Nord che dalla Valle d’Aosta arriva all’Umbria, presente in 56 province, con 32 consulte tematiche e un coordinamento dei sindaci, come hanno mostrato i segretari regionali intervenuti all’assise che vuole rilanciare le istanze nordiste troppo frettolosamente abbandonate dalla deriva nazionalista della Salvini Premier.
Grimoldi non ha rinunciato a una frecciata e a un avvertimento dedicato al suo ex sodale colpevole di avere abbandonato la via del nordismo: «il Nord è tornato e qualcuno molto presto si pentirà di averlo tradito. Non siamo qui per ricordare ciò che eravamo. Siamo qui perché abbiamo deciso chi essere e cosa fare a partire da domani. Abbiamo realizzato questo Congresso perché il Nord produttivo non può più attendere e da oggi torna ad avere la sua voce politica, la voce di chi produce, di chi lavora e di chi ha lavorato. Non siamo gli “ex”’, non siamo i nostalgici, non siamo una costola di qualcuno. Noi siamo “Patto per il Nord”, un nuovo partito, ma l’unico partito del Nord».
«A chi ci ascolta da posizioni politiche distanti – ha aggiunto Grimoldi dal palco di un teatro ultra gremito, tanto da essere stato necessario allestire una teleconferenza in una sala limitrofa per ospitare tutti i convenuti a Treviglio – io dico che il Nord è sempre stato e sempre sarà solidale e generoso. Ma esige responsabilità. Vuole essere messo nelle condizioni di trainare il Paese e l’Europa, come sa fare. Quando il Nord è libero, tutto il Paese si arricchisce. “Patto per il Nord” è un cantiere politico, aperto al dialogo, non cerchiamo un nemico da denigrare. Abbiamo un progetto politico: realizzare uno Stato federale, riportare il Nord ad essere protagonista. Lavoriamo affinché altre forze politiche prendano atto che questo Paese ha un assoluto bisogno di sradicare assistenzialismo, statalismo e clientelismo».
Grimoldi ha ringraziato i militanti e «tutti gli ospiti che ci hanno onorato della loro partecipazione, arricchendo il dibattito del nostro primo Congresso: Michele Boldrin (Ora!), Luigi Marattin (Partito Liberaldemocratico), Alessandro Sorte (FI), Marco Osnato (FdI), Giuseppe Benedetto (Fondazione Einaudi), Emilio Del Bono (PD), Benedetto Della Vedova (+Europa), Marco Rizzo (Democrazia Sovrana Popolare)».
Grimoldi ha messo nel mirino la Salvini Premier: «la Lega Nord non esiste più, c’è Salvini Premier, un partito assistenzialista che preferisce aumentare le tasse per raccogliere voti al Sud. Io le tasse le voglio abbassare, voglio fare il contrario. Prendiamo atto che non c’è più nessuno che si occupa del Nord – spiega il neo segretario di “Patto per il Nord” – della parte produttiva, di chi lavora e ha lavorato. Abbiamo fondato una forza politica per occuparcene. Perché al caro vita e all’inflazione le forze di governo hanno risposto aumentando le accise, al grido delle partite Iva hanno risposto alzando la pressione fiscale, mai così alta negli ultimi 10 anni. Al problema della mobilità hanno risposto aumentando il costo ai caselli».
L’ex senatore della Lega Nord e ministro delle finanze del governo Berlusconi, Giancarlo Pagliarini, ha poi illustrato le proposte politiche di “Patto per il Nord”.
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