Ponte sullo Stretto: bocciatura bis dalla Corte dei Conti

Illegittimo l’atto aggiuntivo della convenzione tra il Mit e la società Stretto di Messina. Le opposizioni chiedono le dimissioni di Salvini, che respinge le accuse e va avanti.

185
Ponte sullo stretto

La Corte dei Conti boccia nuovamente il Ponte sullo Stretto di Messina, dopo che alla fine dello scorso ottobre aveva già negato il visto di legittimità alla delibera Cipess che riguardava l’assegnazione delle risorse e l’approvazione del progetto esecutivo del Ponte sullo Stretto. Questa volta, i magistrati contabili hanno bocciato anche il terzo atto aggiuntivo che regola i rapporti tra il Ministero dei Trasporti e la società concessionaria Stretto di Messina Spa. Ma il ministro Matteo Salvini con conferma di esser determinato ad andare avanti.

Non mostrano sorpresa nemmeno i vertici della Stretto di Messina che restano in attesa delle motivazioni alla base delle delibere dalla Corte e hanno nel frattempo deciso di convocare un consiglio di amministrazione il 25 novembre per esaminare la situazione. Il governo è certo deciso a realizzare il Ponte e a superare anche i rilievi. Per questo è in attesa delle motivazioni anche della prima decisione, per poi scegliere quale strada seguire.

Varie le strade che possono essere percorse, tra queste la messa a punto di una nuova delibera che corregga la prima di fatto superando i rilievi della Corte dei Conti, oppure – ma l’ipotesi anche se tecnicamente possibile appare politicamente meno percorribile – chiedere la registrazione con riserva.

Anche la seconda decisione presa in camera di consiglio dalla sezione centrale di controllo di legittimità della Corte dei Conti sarà motivata entro 30 giorni. Intanto la magistratura contabile ha fatto sapere di aver negato la legittimità del decreto n.190 del primo agosto adottato dal Mit, di concerto con il ministero dell’Economia e delle Finanze, «recante “Disposizioni urgenti per la realizzazione del collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria”. Approvazione III Atto aggiuntivo alla convenzione del 30 dicembre 2003, n. 3077, fra il Mit e la società Stretto di Messina spa».

Per il ministro dei Trasporti Matteo Salvini, la decisione di oggi «è l’inevitabile conseguenza del primo stop della Corte dei Conti». Dice quindi che gli esperti del ministero sono già al lavoro per chiarire tutti i punti e assicura di essere tuttora «assolutamente determinato e fiducioso».

Lo stesso Mit spiega che la mancata registrazione del decreto interministeriale, che dà l’assenso al terzo atto aggiuntivo del Ponte sullo Stretto, arriva «alla fine di un’ampia discussione svoltasi oggi innanzi alla Corte dei conti nel corso della quale è emerso, innanzitutto, il tema preliminare dell’effetto di preclusione che la mancata registrazione della delibera Cipess ha sulla decisione odierna». Così anche il ministero si dice «fiducioso sulla prosecuzione dell’iter amministrativo in attesa delle motivazioni della Corte».

Ad attendere le motivazioni della magistratura contabile è anche la diretta interessata, ovvero la società concessionaria Stretto di Messina Spa, che al pari di Salvini non si mostra stupita. «Non lo considero un atto nuovo in quanto gli argomenti trattati sono strettamente collegati», ha commentato il presidente Giuseppe Recchi. «Il mancato visto con la conseguente registrazione della Corte dei conti era prevedibile» gli ha fatto eco l’amministratore delegato, Pietro Ciucci spiegando che «l’atto convenzionale è funzionalmente collegato alla delibera di approvazione del progetto definitivo del ponte del Cipess del 6 agosto, per la quale la Corte ha ricusato il visto in data 29 ottobre». E per entrambi i provvedimenti la Stretto di Messina attende ora le motivazioni nella convinzione che, secondo Ciucci, «verranno forniti – da parte delle Istituzioni competenti – tutti i nuovi approfondimenti richiesti».

Dal fronte dell’opposizione la segretaria del Pd, Elly Schlein, ribadisce la propria contrarietà al ponte tra Sicilia e Calabria. Ponte, che considera un progetto «ingiusto, sbagliato, dannoso e vecchio».

Per rimanere sempre aggiornati con le ultime notizie di “Dario d’Italia”, iscrivetevi al canale Telegram per non perdere i lanci e consultate i canali social della Testata. 

Telegram

https://t.me/diarioditalia

Linkedin

https://www.linkedin.com/company/diarioditalia

Facebook

https://www.facebook.com/diarioditalia

© Riproduzione Riservata