Home Politica Produzione nazionale di gas: il Mase autorizza l’attivazione del pozzo “Gemini 1”

Produzione nazionale di gas: il Mase autorizza l’attivazione del pozzo “Gemini 1”

Il giacimento è situato nel canale di Sicilia accanto ai “giganti” Argo e Cassiopea. A quando lo sfruttamento dei giacimenti in Adriatico già attivati dai croati?

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Passo avanti per la produzione nazionale di gas metano: il ministero per l’Ambiente e sicurezza energetica (Mase) ha autorizzato Eni all’attivazione del pozzo a gasGemini 1” situato lungo la costa tra Gela (Caltanissetta) e Licata (Agrigento). Il decreto autorizza la «variazione del programma dei lavori», prevedendo il completamento dell’investimento di Enimed.

Il pozzo può garantire complessivamente 1,2 miliardi di metri cubi di gas durante gli otto anni di sfruttamento e va ad affiancarsi agli esistenti Argo e Cassiopea che assicurano una potenzialità di circa 12 miliardi di metri cubi di gas, cui Gemini 1 sarà allacciato alla rete di raccolta del gas già esistente.

Il provvedimento, pubblicato nel “Bollettino ufficiale degli Idrocarburi e delle Georisorse””, a conclusione di una verifica condotta con atti integrativi richiesti alla società multinazionale del gruppo Eni, esclude interferenze con la produzione in corso dai campi off-shoreArgoCassiopea”, altro snodo per il gas estratto in mare nell’area di Gela.

Ora il governo deve mettere mano rapidamente alle autorizzazioni per lo sfruttamento dei giacimenti di gas in alto Adriatico per aumentare la produzione nazionale di gas che hanno riserve certe tra i 35 e i42 miliardi dimetri cubi di gas, con una potenzialità di arrivare anche a 100 miliardi di metri cubi. Si tratta di giacimenti che, nelle more del blocco autoinflitto dal Pitesai, i paesi rivieraschi dell’altra sponda dell’Adriatico stanno già sfruttando da qualche anno e, visto che nei giacimenti sottomarini la linea di confine non esiste, il rischio è che in presenza di perdurante immobilismo italiano chi è già attivo sfrutti anche la parte di gas che spetterebbe all’Italia.

Il tutto con buona pace di quelle anime ambientaliste che prospettano sempre la catastrofe di turno se l’Italia attiverà il prelievo di gas di sua competenza, ignorando che anche se l’Italia stesse ferma, il prelievo degli altri paesi causerebbe gli stessi danni ipotizzati, con il danno ulteriore di non avere avuto alcun beneficio dello sfruttamento del gas. Insomma, oltre al danno, pure le beffe.

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