Home Politica Raddoppio del Traforo del Monte Bianco al centro del vertice Italia-Francia

Raddoppio del Traforo del Monte Bianco al centro del vertice Italia-Francia

Tajani: «apertura della Francia». Barrot: «Italia e Francia hanno un destino comune». Delusione degli imprenditori: «non è quanto si aspettavamo».

398
raddoppio del traforo del monte bianco
Vertice italo francese dei ministri degli esteri: da sx Jean-Noel Barrot con Antonio Tajani.

La Francia sembra “aprire” all’Italia sul progetto di raddoppio del Traforo del Monte Bianco al termine della terza riunione del Comitato di cooperazione frontaliera italo-francese, svoltasi al Forte di Bard. Dopo Torino e Nizza, è toccato alla Valle d’Aosta ospitare il summit tra le autorità dei due Paesi, presieduto dai rispettivi ministri degli esteri.

Al termine dei lavori Antonio Tajani – da sempre sponsor del progetto di una seconda canna anche per mere questioni di sicurezza e per scongiurare il periodico blocco per tre mesi all’anno del tunnel per lavori di ristrutturazione per i prossimi 10 anni – ha parlato di «un’apertura» da parte francese: «ho apprezzato la volontà del ministro francese di valutare uno studio di impatto redatto da due università, in modo che si possa fare una valutazione concreta per poi affrontare la discussione. Questo lo considero un’apertura. Valutare l’ipotesi significa non aver detto “no” per principio. Ho visto una posizione francese non di chiusura rispetto al passato, adesso vediamo gli studi cosa dicono. Certo, c’è qualche comune francese che pensa che la doppia canna porti più traffico e più inquinamento, io dico che è vero l’esatto contrario. La Svizzera ci sostiene, noi non molliamo e credo che porteremo il tema anche al prossimo vertice intergovernativo».

Secondo Tajani «le riserve francesi sono esclusivamente di tipo ambientale. Sono riserve di alcuni comuni, tra cui Chambery, mi pare che a livello di governo centrale ci sia meno reticenza. Il problema è come favorire la crescita dei territori».

Dopo avere ascoltato le parole di Tajani, il ministro degli esteri francese, Jean-Noel Barrot, sul traforo del Monte Bianco non ha detto nemmeno una parola, un accenno. Ha parlato di Col di Tenda, Moncenisio, Frejus, linea ferroviaria Cuneo-Ventimiglia e Lione-Torino, collegamenti ferroviari e marittimi, Corsica e Sardegna, rete idrica, foreste, e scambi tra i giovani. Per Barrot «c’è vicinanza tra una parte e l’altra delle Alpi. Vicinanza che si riflette su migliaia di cittadini e lavoratori. E’ un bacino di vita continuo. Italia e Francia hanno popoli con un destino comune».

Confindustria sperava in un esito diverso per l’atteso raddoppio del traforo del Monte Bianco: «non è quanto mi aspettavo, ma è qualcosa. Noi andremo avanti a lavorare su questo tema, come abbiamo fatto dal 2022 in poi, e lo stesso sono sicuro farà anche il Governo già al vertice intergovernativo di Cannes del 26 giugno» commenta Francesco Turcato, presidente di Confindustria Valle d’Aosta.

Per rimanere sempre aggiornati con le ultime notizie di “Dario d’Italia”, iscrivetevi al canale Telegram per non perdere i lanci e consultate i canali social della Testata. 

Telegram

https://t.me/diarioditalia

Linkedin

https://www.linkedin.com/company/diarioditalia

Facebook

https://www.facebook.com/diarioditalia

© Riproduzione Riservata