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Salvini come quel Cimabue che fa una cosa e ne sbaglia due, anzi tre

Dopo l’errore della candidatura di Vanacci all’Europarlamento e a suo vice federale, il Capitano, dopo il Generalissimo, sbaglia pure il decreto sul Ponte di Messina e il bando della concessione A22.

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Per Matteo Salvini, il Capitano della Salvini Premier, non è un bel momento ormai da molti mesi, visto che sembra l’incarnazione di quel Cimabue che fa una cosa e ne sbaglia due, anzi tre.

Dopo l’addio del generalissimo Roberto Vannacci che scarica il Capitano e la sua Salvini premier come una vecchia ciabatta dopo essere stato elevato ad eurodeputato con un grisbì da oltre 500.000 voti (che hanno consentito a Capitan Salvini di arginare almeno in parte l’annunciata debacle elettorale alle Europee del 2024, quando la Salvini Premier è precipitata dall’olimpo di primo partito con oltre il 31% al 9%) e pure a vicesegretario federale del Capitano, Salvini non ha brillato nemmeno da ministro alle Infrastrutture e Trasporti, visto che viene continuamente bastonato dalle magistrature di ogni ordine e grado, italiana ed europea.

Il suo tanto agognato Ponte sullo Stretto rischia di fare una figura barbina, visto che il tentativo di cinturare l’interventismo della Corte dei conti sulla questione del supero dei costi di realizzazione – con il conseguente obbligo di rifare daccapo la gara di appalto – è stato rintuzzato dall’intervento felpato, ma non troppo, della Presidenza della Repubblica, con un Mattarella sempre attento alle scivolate ed invasioni di campo nelle legittime competenze altrui, anche se queste danno fastidio ai manovratori.

Ora, ci si mette pure la Corte di Giustizia europea a stoppare incidentalmente il bando di gara per il rinnovo della concessione A22, scaduta da oltre 10 anni, sancendo che la prelazione in capo al concessionario uscente contrasta con la direttiva europea sulle concessioni e con il principio di libertà di stabilimento.

Quella prelazione fortissimamente voluta dai soci ampiamente scaduti di Autostrada del Brennero Spa cui Salvini aveva benignamente concesso la prelazione per una concessione di ben 50 anni, contro cui la stessa Autorità di regolazione dei trasporti aveva sollevato qualche dubbio, avendo la stessa fissato per le nuove concessioni autostradali un limite temporale 15 anni.

Insomma, «da qualunque parte lo si rigiri, il Salvini-Capitano-Cimabue è ogni giorno di più un personaggio ingombrante e inconcludente, una zavorra per la stessa premier Meloni – chiosa il segretario federale di “Patto per il Nord”, Paolo Grimoldi -. Più che a chiedere improbabili dimissioni da eurodeputato al generalissimo Vannacci, Capitan Salvini farebbe bene a fare due gesti nobili e giustificati: rassegnare le dimissioni irrevocabili da segretario federale della Salvini Premier e da ministro e vice premier del governo Meloni».

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