Alla fine la sede Euca, la nuova autorità europea per le dogane, sarà a Lille, città capoluogo di regione della Francia settentrionale al confine con il Belgio, di piccole dimensioni (230.000 abitanti) rispetto ad una disordinata capitale come Roma giunta a disputarsi la sede fino all’ultimo momento nel testa a testa finale.
A sorpresa, infatti, all’inizio delle votazioni era emerso un duello diretto tra la capitale italiana e la città francese, tagliando subito fuori le altre sette in gara. Per quanto solida, la candidatura di Roma non era data infatti per favorita alla vigilia, sia per gli equilibri politici all’Eurocamera e sia tra i Paesi dell’Ue che per una percezione della qualità di vita non eccezionale. E invece la Città eterna è riuscita a farsi strada di slancio, arrivando ai nastri di partenza testa-a-testa con Lille, risultate come le rispettive favorite sia in Consiglio Ue e sia tra gli eurodeputati. A quel punto sono partite le votazioni congiunte tra le due istituzioni e la scelta è andata sui francesi solo al terzo round. A far la differenza, è trapelato, sarebbe stato soprattutto il voto degli Stati membri.
La sede Euca sarà uno dei pilastri della riforma doganale europea: coordinerà le autorità nazionali, in un contesto in cui i flussi commerciali crescono, l’e–commerce moltiplica i volumi e le pressioni geopolitiche rendono più complesso il controllo delle merci.
La nuova agenzia dovrebbe impiegare a regime circa 250 persone. La sede Euca sarà ora inserita nel regolamento sulla riforma del sistema doganale Ue, attualmente nella fase finale dei negoziati tra Parlamento e Consiglio. La scelta della città vincitrice è maturata attraverso una procedura inedita, negoziata a lungo tra Consiglio Ue e Parlamento per garantire il principio di co-decisione stabilito dopo la sfortunata – per l’Italia – assegnazione della sede dell’Agenzia del farmaco (Ema).
«Sarebbe anche un buon segnale per il mondo produttivo del nostro Paese» aveva sottolineato il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Nulla di fatto. Forza Italia ha comunque ringraziato il Ppe per il sostegno raccolto in partita. Critiche da “Patto per il Nord”: «se invece di candidare una capitale dove la qualità della vita non è tra le migliori il governo italiano avesse proposto una città del Nord Italia fulcro del movimento delle merci come Verona o Trieste la situazione avrebbe potuto essere diversa – chiosa il segretario federale, Paolo Grimoldi -. Peccato che il varesino ministro all’Economia, Giancarlo Giorgetti, abbia tifato per Roma invece per una città del Nord». Ma ormai la Salvini premier ha tagliato i ponti con il Nord.
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