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Spending review: oltre 3 miliardi di risparmi per lo Stato nel bilancio 2025

Il consuntivo del Mef. Dall'anno prossimo la relazione annuale sullo stato di attuazione.

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La “spending review” o più altrimenti comunemente nota revisione della spesa pubblica, alla quale l’Italia dedicò anche una figura apposita, l’economista Carlo Cottarelli che ne divenne commissario straordinario durante il governo di Enrico Letta nel 2013, nel 2025 ha dato un assaggio di quanto potrebbe fruttare se gestita con più energia e attenzione.

Il risparmio sulla spesa – dice il ministero dell’Economia e finanze (Mef) in un lungo e dettagliato rapporto – ha permesso ad oggi di raggranellare 3,1 miliardi. Una cifra non trascurabile, considerando che la manovra 2025 viaggiava intoro ai 20 miliardi. Risparmi che comunque aiutano lo Stato a mantenere il livello di spesa per le necessità pubbliche. Risparmi che potrebbero crescere molto di più se si intervenisse con decisione su quei 110 miliardi di agevolazioni e benefici settoriali, molti dei quali storici e, probabilmente, non più attuali rispetto alle esigenze di pubblica utilità.

«A seguito del monitoraggio condotto dai ministeri e dalla verifica dei risulti da parte del Mef su 219 misure di riduzioni della spesa (pari a 3.190,2 milioni di euro) – spiega il ministero dell’Economia – può attestarsi il sostanziale raggiungimento degli obiettivi di risparmio fissati per il 2025». La sfida non è solo quella di tagliare le spese, ma di rendere questi tagli più chirurgici, meglio orientati: «tra gli obiettivi raggiunti, il ministero indica tra l’altro la sostituzione progressiva delle riduzioni effettuate nel periodo 2023-2025 a valere sui fondi con misure qualitativamente più coerenti con le linee guida, anche con il miglioramento delle procedure amministrative previste per le stesse».

Per il futuro si guarda ad una maggior capacità di programmare la spesa: «con il Piano Strutturale di Bilancio di Medio Termine (PSBMT) 2025-2029, – prosegue il Mef – tra le riforme che mirano a migliorare la sostenibilità di bilancio del Paese, un ruolo di particolare rilievo è riservato alle riforme per il rafforzamento della capacità di programmazione, monitoraggio e valutazione della spesa pubblica. La riforma – ricorda il Mef – prevede che l’Italia adotti ogni anno un Piano di monitoraggio e valutazione, contenente proposte di intervento formulate da ciascun ministero che contribuiscano alla sostenibilità delle finanze pubbliche. Il Piano copre, lungo l’intero arco temporale del PSBMT, un’area di spesa annualmente pari almeno all’1% e complessivamente pari al 10% della spesa destinata al finanziamento di politiche di competenza delle amministrazioni centrali».

I risultati saranno ora certificati dal Mef: a partire da giugno 2027, il ministero dovrà predisporre una relazione annuale sullo stato di attuazione del Piano di monitoraggio e valutazione, che dia conto dell’adozione di almeno una misura per ciascun ministero al fine di contribuire alla sostenibilità delle finanze pubbliche.

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