La Corte dei conti europea boccia i risultati ottenuti dall’impiego dei fondi del Recovery per migliorare l’efficienza energetica degli edifici, bollando il Superbonus 110% italiano come uno dei peggiori.
Per i magistrati contabili europei, «le misure di ristrutturazione finanziate dal fondo dell’Ue per la ripresa dal Covid, ossia dal dispositivo per la ripresa e la resilienza, hanno consentito di ottenere solo modesti risparmi energetici». Sono stati finanziati per lo più progetti facili da realizzare, a scapito dei lavori di ristrutturazione più profondi che produrrebbero più risultati sul lungo periodo.
«Senza misure più mirate, un’esplicita focalizzazione sui risultati ed un monitoraggio più intenso, la spesa futura potrebbe non consentire di raggiungere gli obiettivi dell’Ue in materia di clima ed energia» spiega la Corte dei Conti europea.
«Abbiamo constatato che troppo spesso i fondi dell’RRF sono stati diretti a progetti per i quali potevano esser spesi più facilmente invece che a quelli che avrebbero garantito i migliori risultati» ha dichiarato Nikolaos Milionis, il membro della Corte responsabile dell’audit. Nella maggior parte dei casi – secondo il rapporto – si sono preferite le ristrutturazioni più semplici e veloci. Anzi, le visite di audit negli Stati membri hanno accertato che i criteri di selezione non servivano a stilare una graduatoria dei progetti in base al loro impatto atteso. Così facendo, si riduce la probabilità che il sostegno finanziario vada a quei progetti che potrebbero consentire i maggiori risparmi energetici o alle famiglie che ne hanno più bisogno.
In altre parole, «i 43 miliardi di euro stanziati dall’Ue che gli Stati membri hanno in programma di spendere sono spesso impiegati velocemente invece che strategicamente», si legge nel rapporto. La relazione evidenzia infine come non si tenga conto del rapporto costi–efficacia degli interventi. L’analisi della Corte, che prende in esame diverse tipologie di interventi, edifici e scelte d’intervento, mostra che il costo dei risparmi ottenuti per unità di energia varia enormemente da uno Stato membro all’altro, se esaminato in maggiore dettaglio. A tale proposito, «il regime italiano del Superbonus 110%, che da solo dovrebbe ricevere quasi un terzo di tutti i finanziamenti dedicati alle ristrutturazioni (14 miliardi di euro su un totale di oltre 170 spesi dal governo italiano) nell’ambito dell’Recovery, costituisce un esempio particolarmente eloquente. I costi per unità di energia risparmiata sono risultati essere quattro volte superiori a quanto inizialmente previsto. Inoltre, il regime copre fino al 110% dei costi delle ristrutturazioni, il che significa che il sostegno pubblico può essere superiore ai costi effettivi» tanto che, a giudizio della Corte, «si tratta manifestamente di un uso inefficiente dei fondi dell’Ue». Un’altra medaglietta per il governo Conte II e per la sua maggioranza M5s, Pd e sinistre varie.
Per rimanere sempre aggiornati con le ultime notizie di “Dario d’Italia”, iscrivetevi al canale Telegram per non perdere i lanci e consultate i canali social della Testata.
Telegram
https://www.linkedin.com/company/diarioditalia
https://www.facebook.com/diarioditalia
© Riproduzione Riservata






































