Era nell’aria e puntualmente si è concretizzato l’annuncio della discesa dal taxi elettorale della Salvini Premier del generalissimo ed eurodeputato dei Patrioti, Roberto Vannacci, che abbandona la scialuppa di Capitan Mojito per la sua “Futuro Nazionale”, una forza politica di destra dura e pura.
«L’Italia è una polveriera pronta a deflagrare. È un Paese in trepidante attesa colmo di energia trattenuta: forza complessa, talento umiliato, merito non riconosciuto, orgoglio ammansito, entusiasmo e passione che anelano di esplodere. Esiste una parte viva, vasta e profonda della cittadinanza che non si riconosce più in una dialettica timida, fatta di tinte spente e volti smorti, di braccia basse e calici annacquati, di linguaggi misurati e vie di mezzo. Di tutto questo gli italiani sono stufi». Così, in un lungo post su Facebook, Roberto Vannacci promuove il manifesto di “Futuro Nazionale” dicendo addio a Salvini che ha sfruttato alla stregua di un taxi elettorale in occasione delle scorse Europee.
Non tutti piangono l’addio di Vannacci alla Salvini Premer, visto che da parte di molti maggiorenti del partito ci si dichiara sollevati dalla decisione dell’addio di «un corpo estraneo». Vannacci sarà stato anche qualcosa di non pienamente in linea con il salvinismo, ma pure la deriva centralista della Salvini Premier era qualcosa di estraneo da quel federalismo interpretato dalla quasi fu Lega Nord.
E l’addio di Vannacci a Salvini è sale gettato a piene mani nelle ferite (politiche) di un Matteo Salvini sempre più acciaccato, attaccato su tutti i fronti anche e soprattutto per averlo personalmente scelto come salvagente del suo futuro politico come candidato di punta alle scorse Europee per cercare di ammortizzare quella che era un’annunciata pensante sconfitta, solo parzialmente ammortizzata dai 500.000 volti personali raccolti da Vannacci che, così come sono arrivati in casa Salvini Premier, con tutta probabilità diranno addio e seguiranno il Generalissimo nella nuova avventura di “Futuro Nazionale”.
Vannacci punta deciso una rotta a destra: «non a caso gli italiani di destra non votano più. Ma c’è destra e destra. L’unica che avrà davvero da dire nelle sfide dei prossimi anni è quella capace di essere sé stessa. È per questo che la mia destra è diversa da quella che qualcuno propone o che qualcun altro si rassegna di rappresentare – sottolinea il Generalissimo -. La mia destra è vitale, perché è innamorata della vita ed è protesa verso il futuro. Non della vita qualunque. Non della vita di chi tira a campare, ma di quella che merita di essere vissuta e per la quale vale persino morire, pur di garantire alla nostra progenie un futuro migliore», aggiunge Vannacci, che poi conclude: «la mia destra non è un menù “à la carte”, non è una sinistra sbiadita e un po’ meno alla moda, non è a geometria variabile come la famiglia queer e, soprattutto, non è moderata: nessun pugile vince un incontro tirando ganci moderati. La mia destra è vera, coerente, identitaria, forte, orgogliosa, convinta, entusiasta, pura e contagiosa. È l’unica destra che io conosca. Chi mi ama, mi segua: io inseguo un sogno e vado lontano».
L’addio, già da tempo di fatto annunciato da atteggiamenti concludenti, potrebbe condannare alla marginalità e insussistenza politica della Salvini Premier, visto che la nuova creatura di Vannacci potrebbe valere elettoralmente l’1-1,5%, voti in gran parte erosi a Salvini che così potrebbe scendere attorno al 6%, sotto pure alla bicicletta di AVS, mentre Forza Italia pare avere imboccato la via della crescita, così come sale anche Fratelli d’Italia oltre il 31%.
E una chiara indicazione della sfiducia sul corso della Salvini Premier era giunta nei giorni scorsi anche dalle dichiarazioni del 2×1000 dei contribuenti 2025, dove la Salvini Premier, a fronte di un calo delle scelte, ha incassato solo poco più del doppio della Lega Nord per l’indipendenza della Padania, una forza politica di fatto morta che ha registrato pure una crescita delle scelte.
Se Vannacci in qualche modo ha fatto chiarezza, chi deve rispondere al partito e ai suoi aderenti è quel Salvini che fino all’ultimo smentiva lo scenario che stava venendo a crearsi sotto il suo naso: «non c’è dubbio, Salvini ha mentito su Vannacci e sul suo futuro all’interno della Salvini Premier fino all’ultimo minuto, facendogli perdere ogni residua credibilità – attacca il segretario federale di “Patto per il Nord”, Paolo Grimoldi -. Salvini dovrebbe prendere atto che tutte le sue più recenti scelte politiche si sono rivelate puntualmente un fallimento, con quello più grave di tutti che è stato il tradimento del Nord. Ora è tempo di un cambio della guardia lasciando spazio alla guida del partito a persone come Luca Zaia, che dimostrando di avere maggiori capacità di strategia politica e di attenzione alle necessità del territorio».
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