Home Salute e Benessere Amianto: 1.160 lavoratori con malattie da asbestosi all’anno

Amianto: 1.160 lavoratori con malattie da asbestosi all’anno

I dati dell’Inail del periodo 2020-2024. Esito mortale nel 41% dei casi.

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bonifica amianto

L’amianto continua a uccidere tra i lavoratori e pure tra i loro familiari per via delle fibre di asbesto inconsapevolmente portate a casa con gli abiti di lavoro se non cambiati negli ambiti operativi. I lavoratori riconosciuti dall’Inail con patologie asbesto-correlate di origine professionale sono 1.160 all’anno in media tra il 2020 e il 2024. Sono malattie spesso molto gravi, che nel 41% dei casi hanno esito mortale.

Il presidente dell’Inail, Fabrizio D’Ascenzo, chiama tutti a «un impegno costante e multidisciplinare da parte di tutte le istituzioni, intervenendo in audizione davanti alla commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro. A oltre 30 anni dalla legge del 1992 che ha disposto l’abbandono all’uso dell’amianto, il tema resta di assoluta attualità».

«Gli effetti dell’esposizione continuano infatti a manifestarsi con particolare intensità a causa dei lunghi tempi di latenza che caratterizzano queste patologie» evidenza D’Ascenzo. L’azione dell’Istituto si sviluppa più direttrici e parte da prevenzione, ricerca e innovazione.

Per sostenere le aziende nella rimozione dell’amianto, l’ultimo bando Isi ha stanziato 140 milioni e un importo analogo è previsto nel prossimo. Oltre al riconoscimento della malattia professionale e l’erogazione delle indennità, l’Inail garantisce anche prestazioni per il recupero e il reinserimento professionale delle persone colpite.

Sono stati diffusi anche i primi dati sul nuovo Fondo per le vittime dell’amianto nei cantieri navali, su cui è intervenuto un decreto dopo i rilievi sollevati dalla Commissione europea. Per il primo anno, il 2023, c’è stata una sola domanda da un lavoratore che è stata respinta perché carente della sentenza esecutiva o del verbale di conciliazione. Il fondo consente di chiedere rimborsi anche alle società condannate al risarcimento dei danni per le malattie dei lavoratori. Ha presentato domanda per il 2023 solo Fincantieri che ha chiesto 44,2 milioni di euro e ha ricevuto un rimborso di 12,6 milioni. La richiesta era basata su 59 sentenze esecutive e 99 verbali di conciliazione. La società partecipata ha fatto domanda anche per il 2024 e il 2025, annualità per le quali ha chiesto rimborsi anche Invitalia.

La presidente della Commissione d’inchiesta, Chiara Gribaudo (Pd), ha parlato di «norme ad aziendam» che danno soldi pubblici senza alcun vincolo sulla prevenzione. «Quando le leggi non funzionano, vanno cambiate», ha detto chiedendo di correggere la normativa per non escludere i lavoratori e altre situazioni complesse. Come quella di Casale Monferrato a 40 anni dalla chiusura dell’Eternit l’azienda svizzera produttrice di lastre e tubi in fibrocemento. Ma anche i tanti militari che prestano servizio a bordo di navi o aerei o caserme e pure tute protettive che presentano l’uso di amianto per la coibentazione termica o per protezioni antincendio.

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