Home Salute e Benessere Medici di famiglia: ne mancano oltre 5.700 con carenze in 18 regioni

Medici di famiglia: ne mancano oltre 5.700 con carenze in 18 regioni

Va peggio in Lombardia, Veneto e Campania. Ognuno assiste in media ben 1.383 pazienti con punte di oltre 1.500 nel Nord Italia.

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Medici di famiglia

In Italia mancano 5.716 medici di famiglia distribuiti in 18 regioni. In particolare, secondo un’indagine effettuata dalla Fondazione Gimbe, «le situazioni più critiche si registrano in quasi tutte le più grandi: Lombardia (-1.540), Veneto (-747), Campania (-643), Emilia Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394), Lazio (-358). Non si rilevano, invece, carenze in Basilicata, Molise e Sicilia».

Carenze minori invece si rilevano in Puglia (-279 medici), Marche (-161), Friuli Venezia Giulia (-156), Sardegna (-143), Liguria (-116), Alto Adige (-80) Trentino (-53), Calabria (-43), Valle d’Aosta (-15), Abruzzo e Umbria (-12).

Per garantire una distribuzione omogenea e capillare dei medici di famiglia, tenendo conto della prossimità e della densità abitativa, la Fondazione Gimbe ha assunto come riferimento il rapporto ottimale di un medico ogni 1.200 assistiti. Numero però lontano dalla realtà: al primo gennaio 2025, i 36.812 medici di famiglia avevano in carico oltre 50,9 milioni di assistiti, con una media di 1.383 a testa e marcate differenze regionali: dai 1.533 pazienti ciascuno della Lombardia ai 1.153 pazienti nel Molise. Nel mezzo ci sono il Veneto con 1.526 assistiti, Alto Adige (1.525), Friuli Venezia Giulia (1.473), Valle d’Aosta (1.432), Campania (1.425), Emilia Romagna (1.420), Toscana (1.413), Piemonte (1.407), Marche (1.406), Trentino (1.388), Sardegna (1.384). Sotto la media italiana ci sono Liguria con 1.345, Puglia (1.331), Lazio (1.314), Calabria (1.242), Umbria (1.223), Abruzzo (1.216), Sicilia (1.177), Molise (1.154) e Basilicata (1.153).

«Con livelli di saturazione così elevati viene limitato il principio della libera scelta», commenta il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta. Considerato che le stime sono calcolate sulla media regionale, precisa Cartabellotta, «non si può escludere che, anche nelle regioni dove non emerge una carenza, possano esserci ambiti territoriali o singole aree carenti».

Va considerato che l’Accordo collettivo nazionale stabilisce a 1.500 il numero massimo di assistiti per medico, con la possibilità di aumentarlo in casi particolari, ad esempio, fino a 2.000 per l’Alto Adige, territorio dove tra il 2019 e il 2024 i medici di medicina generale sono aumentati del 2,4%, mentre la media nazionale registra una riduzione pari al 14,1%.

A pesare sulla scarsità di medici di famiglia anche la bassa propensione dei medici neolaureati a conseguire la specializzazione in Medicina generale, i cui posti disponibili sono spesso lasciati vacanti, a vantaggio di altre specializzazioni che possono dare maggiori possibilità di crescita professionale ed economica.

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