Home Società Demografia: quasi 37% popolazione risiede in zone densamente popolate

Demografia: quasi 37% popolazione risiede in zone densamente popolate

Secondo l’Istat è concentrata in appena 298 degli 7.896 comuni italiani.

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Demografia

La demografia italiana vede una forte polarizzazione della popolazione: le “Zone densamente popolateincludono 298 comuni dove vive oltre un terzo della popolazione (36,8%). Lo rileva Istat, secondo cui il maggior numero di abitanti (45,4%) risiede invece in “Zone a densità intermedia di popolazione”, per un totale 2.462 comuni. Le “Zone scarsamente popolate” (o “Zone rurali”) includono la maggior parte dei comuni (5.136 pari al 65%), ma con una demografia decisamente più contenuta (17,8%).

Le regioni dove larga parte degli abitanti vive in “Zone densamente popolate” sono Campania (60,9% della popolazione) e Lazio (55,3%), seguite, con oltre il 40%, da Liguria e Lombardia. All’opposto oltre la metà della popolazione vive in comuni delle “Zone rurali” in Molise e Basilicata e poco meno della metà in Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste (48,7%).

In termini di numerosità di comuni è sempre la Campania a mostrare l’incidenza maggiore nella prima classe (16,6%), seguita da Lombardia (7,9%) e Puglia (5,1%).

Le città italiane (secondo la definizione europea) sono in aumento: da 87 nel 2011 a 89 nel 2021. È la Puglia la regione con il maggior numero di città (13) seguita da Emilia Romagna (11) e Lombardia e Sicilia (9). Nell’arco del decennio aumenta anche il numero delle città estese: da 2 (Milano e Napoli) a 11. Le “Zone urbane funzionali” (Fua: Città e rispettive Zone di pendolarismo) sono 83, stabili rispetto al 2011, ma con ingresso della nuova FUA di Vigevano (e uscita di quella di Massa). Complessivamente nelle FUA risiede il 58,7% della popolazione (territorialmente includono il 28,0% dei comuni e il 25,1% della superficie nazionale).

Alcune città di grandi dimensioni (Roma, Palermo, Bari e Catania) riescono ad attrarre elevati flussi di pendolarismo per motivi di lavoro non solo dai comuni limitrofi, ma anche da altre città poste nelle vicinanze, delineando condizioni di policentrismo. Nelle regioni che si affacciano sul mare, i comuni delle “Zone costieresubiscono in misura inferiore il calo demografico che caratterizza la generalità delle unità amministrative del Paese (tranne che in Toscana e Veneto); rispetto al 2011, in Lazio, Emilia Romagna e Abruzzo si misura una variazione positiva della popolazione delle “Zone costiere”.

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