I rincari sulla filiera alimentare, dal campo alla tavola, iniziano a farsi sentire con effetti anche sull’inflazione: secondo Luigi Scordamaglia, amministratore delegato Filiera Italia, «oggi tra rincari di energia, gasolio in particolare, e dei fertilizzanti i costi produttivi in campagna sono aumentati di oltre 255 euro ad ettaro. E continuare a vendere sottocosto di produzione un alimento vuol dire distruggere intere filiere nazionali».
Secondo i dati più recenti riferiti da Filiera Italia, oltre il 41% delle vendite di pasta avviene ormai in promozione, con sconti medi superiori al 30%. Quasi un pacco di pasta su due viene quindi venduto in condizioni promozionali aggressive. «Tutto ciò si traduce in prezzi inadeguati – sottolinea Scordamaglia – a coprire i costi di produzione a monte a cominciare dal grano italiano. Questo non fa il bene dei produttori, ma neanche dei cittadini finendo con distruggere le nostre tante Pmi e rendendoci sempre più dipendenti dall’estero e da poche multinazionali che in futuro si troverebbero a gestire in regime di oligopolio il settore del cibo. E senza democrazia del cibo non esiste futuro».
Se i costi produttivi mettono in difficoltà gli agricoltori, gli aumenti allo scaffale inducono i consumatori a cambiare abitudini alimentari. Secondo la ricerca Cia Trend “Coltivare sicurezza, Attrarre futuro”, elaborata dall’Ufficio studi dell’organizzazione, se l’origine “Made in Italy” dei prodotti alimentari è la prima motivazione d’acquisto per il 51% dei consumatori, superando prezzo (41%) e stagionalità (34%), l’entusiasmo si scontra con una realtà economica complessa: l’89% degli intervistati ha percepito rincari significativi e quasi la metà (48%) ha già modificato le proprie abitudini di spesa. La risposta per rendere davvero vantaggiosa la scelta dei consumatori, non solo giusta, per Cia sta nel proteggere i produttori agricoli dalla concorrenza sleale e redistribuire meglio il valore lungo la filiera.
Per rimanere sempre aggiornati con le ultime notizie di “Dario d’Italia”, iscrivetevi al canale Telegram per non perdere i lanci e consultate i canali social della Testata.
Telegram
https://www.linkedin.com/company/diarioditalia
https://www.facebook.com/diarioditalia
© Riproduzione Riservata




































