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Latte, nei primi 5 mesi del 2026 consegne nazionali sfiorano le 6 mln di tonnellate

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Nei primi cinque mesi del 2026 le consegne nazionali di latte hanno sfiorato le 6 milioni di tonnellate, con un incremento del 2,6% rispetto allo stesso periodo del 2025. E’ quanto comunica un’analisi del Crefis, centro di ricerche dell’Università Cattolica del S. Cuore.

L’analisi evidenzia come «l’offerta di latte si mantiene elevata anche nel secondo trimestre dell’anno, sia in Italia che nell’Unione europea, ma iniziano a emergere alcuni segnali di rallentamento della crescita produttiva». Lo studio registra in particolare che «dopo una crescita sostenuta nei primi mesi dell’anno, la produzione ha progressivamente perso slancio: ad aprile l’aumento si è limitato all’1,7%, mentre a maggio si è registrata una flessione dello 0,7% su base annua, primo dato negativo dopo molti mesi».

Anche a livello europeo la disponibilità di latte rimane elevata. Nei primi quattro mesi del 2026 – registra Crefis – le consegne dell’Ue-27 hanno raggiunto 50,7 milioni di tonnellate (+4,4%), con incrementi produttivi nei principali Paesi, dalla Germania (+6,7%) alla Francia (+4,5%), dai Paesi Bassi (+5,4%), mentre soltanto l’Irlanda mostra una lieve contrazione (-0,2%).

Sul fronte dei prezzi del mercato del latte, le quotazioni spot hanno mostrato un’inversione di tendenza dopo i minimi registrati nel primo trimestre: le quotazioni del latte nazionale spot alla Borsa Merci di Lodi sono aumentate costantemente nel corso del secondo trimestre, raggiungendo a giugno una media di 416,7 euro per tonnellata, il valore più elevato da novembre 2025. Con valori più alti, fino a 70 centesimi/litro per il latte prodotto in montagna a riconoscimento dei maggiori costi di produzione rispetto agli allevamenti di pianura.

Diversa la dinamica del prezzo del latte alla stalla che continua invece a risentire dell’ampia disponibilità di materia prima: nel secondo trimestre il prezzo medio italiano si è attestato a 454,6 euro per tonnellata, con una flessione del 4,8% rispetto ai primi tre mesi dell’anno e del 21,3% su base tendenziale.

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