In Italia i danni prodotti da terremoti e alluvioni costano 6 miliardi all’anno, ma solo il 5,3% delle abitazioni sono assicurate. E quanto emerge da un convegno organizzato da Fondazione Inarcassa.
Nel Paese, «dal 1944 a luglio 2023 – spiega una nota di Fondazione Inarcassa – si stimano danni prodotti da terremoti e dissesto idrogeologico per 358 miliardi attualizzati al valore della moneta corrente. Tra il 1944 e il 2009 si sono spesi mediamente 4,2 miliardi di euro all’anno, cifra che dal 2010 al 2023 è salita a 6 miliardi l’anno».
Tuttavia, mentre la spesa per riparare i danni degli eventi sismici è rimasta sui livelli storici (2,7 miliardi nel periodo 2009-2023 contro 3,1 del passato), per quanto riguarda il dissesto idro-geologico, la spesa è triplicata passando da una media di 1 miliardo all’anno a 3,3 miliardi.
«Nonostante ciò – evidenza la Fondazione Inarcassa – gli italiani si assicurano poco: la percentuale di abitazioni assicurate contro le calamità naturali, terremoti e alluvioni nel nostro Paese, secondo i dati Ania, è pari al 5,3% del totale».
In Italia oltre il 74% degli immobili ha più di quarant’anni, una percentuale che sale all’85% per le grandi città. Circa 4 milioni di fabbricati residenziali, più o meno il 40% di tutto il costruito, nel Paese sono stati realizzati prima del 1960. Per questo, «dobbiamo avviare un grande censimento degli edifici italiani e digitalizzare le informazioni per la sicurezza e la prevenzione del nostro patrimonio immobiliare rendendo progressivamente obbligatorio il Fascicolo del fabbricato, la carta di identità delle nostre case».
In Italia sono stati censiti 12,5 milioni di edifici residenziali e di questi 2 su 10 sono in pessime condizioni Si tratta, osserva il presidente della Fondazione Inarcassa, Andrea De Maio, di «un patrimonio immobiliare vulnerabile, con troppi edifici, troppo vecchi, spesso troppo grandi, e su cui si è intervenuti negli anni in maniera inappropriata. Un insieme di fattori che rende il nostro patrimonio immobiliare estremamente esposto ai rischi ambientali, dagli eventi sismici a quelli idrogeologici».
Per De Maio «per tutelare il nostro patrimonio, renderlo più sicuro e più efficiente, l’introduzione della graduale obbligatorietà del Fascicolo del fabbricato migliorerebbe non solo la conoscenza dello stato di salute dei nostri immobili ma accelererebbe quel processo di informatizzazione del Catasto, rappresentando allo stesso tempo uno strumento di prevenzione capace di certificare il livello di sicurezza degli edifici e aiutare la programmazione degli interventi necessari».
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