Italia abusiva: ogni cento nuove case costruite ce ne sono 15 che non hanno le necessarie autorizzazioni. Il dato, che non misura del tutto l’ampio abusivismo già presente sul territorio italiano, è contenuto nell’ultimo rapporto dell’Istat sugli indicatori Bes, quelli che al posto del Pil dovrebbero misurare la qualità dello sviluppo di un Paese.
Il quadro sull’Italia abusiva mostra un Paese diviso in tre, un Nord con poco abusivismo, un centro sulla media nazionale e un Sud con percentuali che vedono più della metà delle case fuorilegge. I dati contenuti nel rapporto Istat rilanciano uno studio del Cresme, un’autorità per il settore immobiliare, e fanno riferimento al 2022, ultimi dati disponibili.
L’istituto di statistica evidenzia che si tratta di un valore «sostanzialmente invariato». E’ una formula che in questo caso suona come la conferma di un male antico per l’Italia, l’abusivismo edilizio che ha devastato il Paese negli anni ’50 e ’60 e che è stato raccontato nelle sue battaglie civili da Antonio Cederna.
L’Italia abusiva si caratterizza poi con immobili che non si riesce ad abbattere: l’ultimo rapporto di Legambiente segnala che è stato demolito solo il 15,3% dei 70.751 immobili abusivi per i quali era stato decretato l’abbattimento.
E’ su questa realtà, caratterizzata sia da piccoli abusi di necessità, ma anche da grandi abusi, che atterrerebbe l’ipotesi rilanciata dal vicepremier Matteo Salvini di introdurre una sorta di “silenzio-assenzo” da far scattare in sei mesi per le pratiche di condono, risalenti al 2003 e addirittura a 40 anni fa, che i comuni non sono ancora riusciti a smaltire. L’ipotesi lanciata dalla Salvini Premier al momento non è ancora contenuta negli emendamenti presentati, che invece riguardano riaperture di vecchi condoni. Ma la proposta è chiara e potrebbe arrivare in una legge di Bilancio che ha appena iniziato il suo iter. Il colpo di spugna sarebbe già deciso, con impatti fortissimi in alcune aree.
Il dato delle 15 case irregolari su 100 nuove costruite non è omogeneo sul territorio. Al Nord il rapporto è molto più basso, 4,6 case abusive ogni 100. Nel Centro Italia si sale a 14,7 abitazioni abusive su 100. Al Sud invece la percentuale esplode: il 40%. Basilicata e Calabria vedono 54 case fuorilegge su 100. La Campania che va al voto è al terzo posto con 50,4 abitazioni e il tema è stato al centro della campagna elettorale.
«Il silenzio assenso proposto darebbe il via libera a pratiche di condono in modo indiscriminato, anche per case che sono state costruite in aree tutelate o, ancora peggio, in luoghi pericolosi, come ad esempio i territori a rischio idrogeologico, e non si tutelerebbe la sicurezza delle persone, tema che dovrebbe essere caro al ministro», afferma il presidente di Legambiente, Stefano Ciafani che, anche se ammette le difficoltà degli uffici comunali, usa il pungolo: «in quasi tutti i comuni, anche in quelli governati dalla Salvini Premier, non sono state ancora evase le pratiche dei tre condoni nazionali del 1985, 1994 e 2003, perché gli uffici tecnici sono generalmente sguarniti di personale e competenze». Le risorse, chiosa, servirebbero per assumere personale.
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