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Rapporto Eurispes 2026: Italia (e italiani) sempre più fragile

Tra affitto e cure mediche metà dei cittadini teme peggioramento.

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rapporto eurispes

Una situazione economica, quella dell’Italia evidenziata dal Rapporto Eurispes 2026, avvertita come «in peggioramento» per il 47,8% dei cittadini nei prossimi dodici mesi. Le maggiori difficoltà economiche ruotano intorno al pagamento del canone d’affitto, che mette in difficoltà il 45,6% delle famiglie e, tra le conseguenze, impone anche rinunce alle cure mediche.

Il 38° Rapporto Eurispes fotografa una situazione nel Paese definita come «di fragilità diffusa». Se quasi la metà cittadini prevede un peggioramento della situazione economica dell’Italia nel prossimo anno – segnando così un +10% rispetto al dato dello scorso anno – a rendere più vuote le tasche dei cittadini è il costo dell’affitto. Cure per la salute, come controlli medici periodici e nelle cure odontoiatriche, diventano le rinunce più difficili, ma diffuse.

Attraverso sei capitoli il rapporto Eurispes registra che, nonostante alcune previsioni, la dimensione economica personale e familiare mostra una certa stabilità rispetto alla rilevazione dello scorso anno. Oltre al canone d’affitto, le criticità interessano anche il pagamento delle utenze (28,7%) e il mutuo (27,2%): ne consegue, per questo, una quota molto elevata di famiglie che arriva a fine mese con difficoltà, attestata intorno al 60%. Circa un terzo, anche per questo, arriva a utilizzare i risparmi accumulati per poter arrivare a fine mese.

«L’Italia ha bisogno di grandi cause, cioè di obiettivi collettivi condivisi attorno ai quali mobilitare energie, risorse, intelligenze. Ma, per coglierle occorre una politica capace di pensiero lungo», ha evidenziato Gian Maria Fara, presidente dell’Eurispes. Occorre recuperare «ciò che per i Padri Costituenti era il “senso dello Stato”, ossia l’idea che esistano interessi superiori a quelli di partito, di coalizione, di mandato elettorale», posizione che riconosce «la differenza tra chi governa per sé e chi governa per la comunità». Tutti aspetti che paiono poco frequenti nell’attuale classe politica, locale e nazionale.

Tra i dati anche quelli relativi alla fiducia nei confronti delle istituzioni: nel 2026 il presidente della Repubblica raggiunge il 61,8% dei giudizi positivi. E non manca chi – la metà degli italiani – vorrebbe dargli più potere.

Il tema dell’Intelligenza artificiale, soprattutto relativamente alla prevenzione della devianza minorile, si presenta come divisivo, con il 51,5% che esprime una posizione favorevole e il 48,4% contraria. Il rapporto degli italiani con l’intelligenza artificiale, però, non è ancora pienamente consolidato: il 51,8% la usa, ma a farlo abitualmente è solo il 14,4%. Il 48,3%, invece, non ne fruisce mai.

Il 28,2% dei cittadini dichiara poi di aver subito almeno un episodio di “cyberstalking” e passa da un’incidenza del 14% del 2024 al 28,2% del 2026: cyberbullismo (12,6%) e “revenge porn” (9,8%) registrano le incidenze più contenute.

Nel rapporto Eurispes 2026 anche un focus su alcuni temi etici: tra i dati, il 70,2% degli italiani si mostra favorevole all’eutanasia, dato in crescita rispetto al 2024, quando era il 66,7%. E sul tema della difesa è il 44,2% degli italiani a considerare come un costo le risorse destinate al settore, il 32,1% le vede come un investimento e il 23,7% non sa esprimersi in merito.

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