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Ets, dall’Eurocamera via libera a più quote gratuite alle industrie

Adottato il mandato sui nuovi obiettivi. Aghion: «carbon tax o Ets poco efficaci».

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Revisione Ets sistema ets

Più quote gratuite per ammortizzare i costi della decarbonizzazione per le industrie, a partire da quelle della ceramica: a Strasburgo ha preso il via lo spigoloso iter di revisione del sistema di scambio quote (Ets) dell’Ue con l’Eurocamera pronta a battersi per aumentare il numero di certificati di CO2 concessi gratuitamente alle imprese fino al 2030.

Gli eurodeputati hanno sostenuto una revisione degli obiettivi dell’Ets – ovvero i parametri con cui si stabilisce il numero di quote gratuite sul mercato del carbonio – in modo da usare tutte le quote disponibili tra 2026 e 2030, circa 88 milioni, a cui aggiungerne altri 33 milioni equamente distribuiti tra assegnazioni alle industrie e risorse per i due fondi di modernizzazione e innovazione.

Una posizione negoziale che andrà ora concordata con i Paesi Ue ma che già sembra allinearsi nell’ambizione di aumentare il numero di permessi gratuiti nel quinquennio, rispetto a quanto proposto dalla Commissione europea lo scorso luglio. Secondo le stime Ue, le quote aggiuntive si tradurrebbero in circa 6 miliardi di permessi gratuiti per i settori interessati.

«Ci sono obiettivi stabiliti anni fa che non sono aderenti ai modelli produttivi di oggi e ci sono settori produttivi che non sono decarbonizzabili con quel criterio», puntualizza il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, evocando la necessità di una revisione del meccanismo dei parametri.

Per il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, si tratta di un «passo cruciale e indispensabile» per avviare «una seria revisione» dell’Ets. Ampio, quanto trasversale, il sostegno degli eurodeputati italiani che hanno spinto per includere più tutele per alcuni settori industriali, come la ceramica, in caso di potenziali “distorsioni significative” dovute all’applicazione dei criteri comuni.

L’intesa è stata adottata in plenaria da una maggioranza forte di 474 voti favorevoli in quanto frutto di un accordo politico tra le forze della “maggioranza Ursula” – Popolari, Socialisti e Liberali – allargata anche ai Conservatori di Ecr. Un risultato «tutt’altro che scontato» per l’eurodeputata dem Annalisa Corrado, soddisfatta per le tutele garantite al comparto della ceramica.

L’aggiornamento degli obiettivi Ets, per quanto importante, è però solo un piccolo tassello della più ampia revisione del sistema di scambio quote dell’Ue, che a Bruxelles appare più in salita che mai. Il negoziato dell’Eurocamera è affidato al popolare Peter Liese che porterà al voto di Strasburgo la sua relazione a dicembre. Se l’Aula si è mostrata compatta nell’aggiornare i parametri, non lo sarà altrettanto sull’intera riforma.

«ll voto sugli obiettivi è passo positivo ma non basta», sottolinea la delegazione di Fratelli d’Italia all’Eurocamera, rivendicando il contributo del gruppo al via libera al mandato per «alleggerire gli oneri sulle imprese». La discussione sulla revisione di dicembre si intreccerà, con la richiesta avanzata dall’Italia, Polonia e altri Paesi Ue di posticipare ancora l’entrata in vigore dell’Ets2 che dal 2028 si applicherà a trasporti su strada ed edifici che spingerà al rialzo i costi della mobilità e del riscaldamento.

Sulla questione interviene anche il premio Nobel per l’economia 2025, Philippe Aghion, durante la sua lectio magistralis a “NetZero Milan”, specificando che «la chiave per combattere il cambiamento climatico risiede nell’innovazione verde e in una politica industriale verde. Credere che basti introdurre un Ets o una carbon tax per risolvere il problema climatico è un’idea di una stupidità infinita».

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