Per coprire le spese della non autosufficienza lo Stato ha sempre meno risorse e lo scenario è quello di un intervento sempre più marcato del sistema previdenziale privato gestito però a livello collettivo.
«Per le coperture assicurative LTC-Long Term Care, che garantiscono un sostegno economico in caso di perdita dell’autosufficienza, la soluzione individuale risulta economicamente impraticabile» è la conclusione di un seminario, promosso da Assoprevidenza con il Consiglio Nazionale degli Attuari, che ha preso le mosse da uno studio condotto dagli Attuari sul costo delle coperture di LTC.
«La strada più ragionevole appare la realizzazione di coperture di carattere collettivo, a vita intera, che coinvolgano una collettività di soggetti». Se la soluzione collettiva riguardasse i circa 10 milioni di lavoratori e familiari aderenti ai fondi pensione, per una rendita vitalizia di 500 euro al mese in caso di non autosufficienza basterebbe un contributo medio annuo di 113 euro. Con un aumento degli aderenti – 800.000 nuovi ingressi all’anno nell’ipotesi dello studio degli Attuari – si arriverebbe a un contributo medio annuo di soli 74 euro.
Per Sergio Corbello, presidente di Assoprevidenza, le coperture di LTC si configurano come un’urgente necessità per il Paese e devono accompagnare il ruolo svolto dai fondi pensione di secondo pilastro, completandone e integrandone la funzione; a maggior ragione in presenza delle nuove prestazioni alternative alla rendita vitalizia previste dai fondi stessi. «Stante le caratteristiche tecniche di dette prestazioni – ha sostenuto Corbello – vi è il rischio che l’iscritto sopravviva al piano di decumulo del proprio risparmio previdenziale e si trovi a dover far fronte alla non autosufficienza con il supporto della sola pensione di base».
Sul punto ha concordato Mario Pepe, presidente di Covip (l’ente che sorveglia l’attività delle compagnie assicurative), sottolineando come le coperture di LTC si configurino come fisiologico completamento del ruolo di tutela assolto istituzionalmente dai fondi pensione complementari, sottolineando l’impegno della Commissione al riguardo.
Per Andrea Bertalot, direttore generale dell’Ania (associazione delle compagnie di assicurazione), ha affermato la centralità del comparto assicurativo, ribadendo la necessità che le coperture LTC accompagnino l’intera vita dei cittadini, salvaguardandoli da rischi di certo potenzialmente ricorrenti. Coperture in tutte le età ma sicuramente assai più significativi nell’estrema vecchiaia.
Nino Savelli, presidente del Consiglio Nazionale degli Attuari, ha assunto l’impegno della categoria di porsi al servizio del Paese approfondendo ulteriormente i profili tecnici della materia, la cui rilevanza sociale è ormai largamente percepita dai cittadini.
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