«Il payback sanitario sui dispositivi medici per il quadriennio 2015-18 è sospeso in via cautelare»: ne dà notizia l’avv. Giampaolo Austa, legale di Conflavoro PMI Sanità, l’associazione del medtech italiano. «Con l’ordinanza n. 4658/2026, pubblicata oggi, il Consiglio di Stato ha disposto la sospensione degli atti impugnati, riconoscendo efficacia “erga omnes” alla sospensione degli atti ministeriali generali e indivisibili: gli effetti si estendono oltre le parti del giudizio quindi a tutte le imprese del nostro comparto» precisa l’avvocato.
Una decisione attesa dal settore delle forniture dei dispositivi sanitari: per Gennaro Broya de Lucia, presidente di Conflavoro PMI Sanità, «il comparto ed il Governo devono saperlo subito. Questa decisione arriva nel pieno del confronto sulla legge di bilancio e impone una risposta politica chiara: mettere al sicuro le imprese e arrivare al superamento definitivo del payback sanitario».
«Le PMI – prosegue Broya de Lucia – non possono continuare a lavorare sotto la minaccia di richieste retroattive che rischiano di portarle al fallimento. In gioco ci sono posti di lavoro, competenze e dispositivi indispensabili agli ospedali. La priorità è impedire che le imprese chiudano e garantire la continuità delle cure».
Da qui l’appello dell’associazione datoriale alle amministrazioni di «dare immediata attuazione all’ordinanza» e a Governo e Parlamento «di affrontare nella legge di bilancio il nodo del payback sanitario, con una soluzione strutturale che tuteli le imprese fornitrici del Servizio sanitario nazionale».
La sospensione cautelare decisa dal Consiglio di Stato non chiude la vertenza. «La nostra mobilitazione continua fino a una soluzione definitiva. No payback, sì sanità» conclude il Broya de Lucia che ora si attende la rapida convocazione delle parti interessate da parte del Governo che ora deve affrontare la copertura del buco che si viene a creare nei conti dello Stato.
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