Home Hi-Tech DeepSeek migliora il suo modello di intelligenza artificiale

DeepSeek migliora il suo modello di intelligenza artificiale

Impiega meno risorse. La nuova versione funziona con i chip sviluppati da Huawei senza ricorrere a quelli prodotti da Nvidia e simili. E la diffusione dell’IA in Giappone taglia le assunzioni di neolaureati.

156
DeepSeek

Il nuovo modello di intelligenza artificiale sviluppato dalla cinese Deepseek che ha già stupito per la maggiore semplicità di gestione, ha costi «drasticamente ridotti» e funziona anche con i chip di Huawei, in scia della crescente autosufficienza della Cina nel settore. La versione Pro del nuovo modello supera gli altri modelliopen source” fino ad ora conosciuti a livello mondiale, dietro solo a Google, ha affermato la società.

La nuova serie di modelli IA di Deepseek è ora disponibile in versione prova. La famiglia comprende due varianti, DeepSeek-V4-Pro e DeepSeek-V4-Flash, entrambe “open source” e progettate per elaborare quantità molto ampie di testo nella stessa sessione una caratteristica utile per analizzare documenti lunghi, lavorare su grandi basi di codice, seguire conversazioni estese o gestire attività più complesse con gli agenti di IA.

La corsa all’intelligenza artificiale ha intensificato la rivalità tra Cina e Stati Uniti e solo pochi giorni fa Washington ha accusato Pechino di un massiccio sforzo per rubare la tecnologia di intelligenza artificiale. DeepSeek, con sede a Hangzhou, è entrata in scena nel gennaio 2025 con un chatbot basato sul modello di ragionamento R1, che ha ribaltato le ipotesi di dominio degli Stati Uniti nel settore strategico.

A chi è preoccupato delle ricadute della diffusione dell’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro, dal Giappone arriva la notizia secondo cui un numero crescente di aziende giapponesi prevede di ridurre le assunzioni di neolaureati per l’anno fiscale 2027, nonostante la carenza strutturale di manodopera, puntando invece sulla digitalizzazione e l’intelligenza artificiale per migliorare la produttività. Il 23% delle società intende ridurre gli ingressi di neolaureati per l’esercizio fiscale, mentre solo il 16% prevede aumenti di organico. In questo contesto si tratta della prima volta in cinque anni che le aziende che riducono il personale superano quelle che decidono di aumentare la forza lavoro. Tra le motivazioni dei tagli, la più citata è la razionalizzazione del lavoro tramite digitalizzazione che garantisce guadagni di efficienza operativa grazie all’IA generativa.

Per rimanere sempre aggiornati con le ultime notizie di “Dario d’Italia”, iscrivetevi al canale Telegram per non perdere i lanci e consultate i canali social della Testata. 

Telegram

https://t.me/diarioditalia

Linkedin

https://www.linkedin.com/company/diarioditalia

Facebook

https://www.facebook.com/diarioditalia

© Riproduzione Riservata