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Il futuro della Tv passa dal satellite, con meno emissioni e più efficienza

Ricerca LoCaT-Sat presentata a Parigi. Riduzione dei consumi energetici e maggiore qualità del segnale, anche 4K.

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futuro della Tv space economy Sentinel-4

La trasmissione del segnale televisivo ha dinanzi ampie possibilità di miglioramento, sia per superare le zone di ombra che di qualità, specie nel passaggio verso standard di qualità video sempre più alta con il segnale 4K, peraltro ancora marginale: secondo uno studio LoCaT-Sat appena presentato a Parigi il futuro della Tv passa dal satellite, anche sul fronte della sostenibilità.

Il dato che emerge è chiaro: il satellite (Tivùsat in Italia) rappresenta una delle modalità più sostenibile per la distribuzione dei contenuti televisivi. In Europa produce circa 4,7 grammi di CO equivalente per ogni ora di visione. Un valore che si colloca molto vicino a quello della televisione digitale terrestre, ma nettamente inferiore rispetto alle soluzioni basate su internet, come lo streaming e l’Iptv.

A fare la differenza sul futuro della Tv è soprattutto il modello di distribuzione. Il satellite, per sua natura, trasmette lo stesso segnale contemporaneamente a milioni di utenti, senza bisogno di replicare il flusso per ogni singolo spettatore. Questo significa che il consumo energetico dell’infrastruttura viene “spalmato” su una platea vastissima, rendendo il sistema estremamente efficiente. Al contrario, le piattaforme online devono gestire richieste individuali e simultanee, con un conseguente aumento del traffico dati, dei server coinvolti e, quindi, dell’energia necessaria per assicurare il servizio, con le conseguenti maggiori emissioni inquinanti.

Altro aspetto interessante evidenziato dallo studio riguarda la reale origine dell’impatto ambientale. Non è tanto il satellite in orbita a incidere in modo significativo, quanto piuttosto i dispositivi presenti nelle abitazioni: decoder, televisori e sistemi di ricezione. È lì che si concentra la parte più rilevante dei consumi, un elemento che apre a nuove possibilità di miglioramento attraverso l’innovazione tecnologica e l’efficienza energetica dei terminali di ricezione televisivi.

In un panorama mediatico sempre più frammentato, in cui convivono televisione tradizionale, piattaforme streaming e servizi on demand, il satellite si conferma una tecnologia non solo affidabile e capillare, ma anche sorprendentemente sostenibile. Una soluzione che, oltre a garantire qualità e copertura specie nelle aree vallive e di montagna dove la copertura del segnale con la trasmissione da torri ripetitrici terrestri è spesso problematica, contribuisce concretamente alla riduzione dell’impatto ambientale, dimostrando che innovazione e sostenibilità possono viaggiare nella stessa direzione, oltre che dei costi di manutenzione degli impianti a terra.

Poi, il satellite ha meno difficoltà a veicolare segnali video in alta qualità, specie rispetto alla trasmissione via etere, potendo diffondere segnali con meno compressione a vantaggio del miglioramento del segnale man mano che anche la produzione aumenterà la propria qualità, spesso ancora basata sullo standard 1080 o “full HD” invece che sul più moderno 2160 o “4K”, mentre la frontiera dell’8K rimane ancora una chimera quanto a contenuti – è stato utilizzato in Giappone per alcuni eventi sportivi – e terminali televisivi.


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