La transizione e la sicurezza energetica, lo sviluppo delle infrastrutture digitali e la modernizzazione degli asset strategici stanno orientando le scelte degli investitori e ridisegnando le priorità del settore delle infrastrutture in Italia. È quanto emerge dalla nuova edizione dell’Infrastructure Barometer di EY-Parthenon Italia, l’indagine annuale realizzata attraverso un panel indipendente di circa 60 dirigenti di grandi aziende, investitori, istituzioni finanziarie e società di private equity attive a livello globale e con una forte presenza nel mercato italiano.
Tra gli operatori che hanno investito o fornito finanziamenti nelle infrastrutture italiane negli ultimi quattro anni, l’energia si conferma il principale settore di investimento, scelto da quasi la metà degli intervistati (45%), seguito dai trasporti (19%), dalle infrastrutture sociali (12%) e dagli investimenti “value-add” (12%); particolarmente significativo è l’aumento registrato da quest’ultima strategia, che ha triplicato il proprio peso rispetto al 2025, a conferma del crescente interesse verso il mondo dei servizi alle infrastrutture e altri segmenti verticali, caratterizzati da rendimenti più elevati, maggiori barriere all’ingresso e una visibilità sui flussi futuri comparabile a quella dei settori infrastrutturali più tradizionali.
Parallelamente, migliora la percezione dell’Italia tra gli investitori. Il 58% degli intervistati individua nei fondamentali economici e infrastrutturali del Paese una delle principali ragioni per investire, in crescita di 19 punti percentuali rispetto allo scorso anno. A questo si aggiunge la performance degli asset: quasi sei operatori su dieci dichiarano che gli investimenti realizzati in Italia hanno registrato risultati superiori alla media del proprio portafoglio (59%).
Anche la qualità delle infrastrutture italiane viene valutata in modo sempre più favorevole. In media, il 67% degli investitori la considera allineata agli standard europei, con miglioramenti particolarmente evidenti nei comparti dell’energia, dei trasporti e delle infrastrutture digitali.
La transizione energetica continua a rappresentare il principale driver degli investimenti. Dopo essere stato il comparto che ha attirato il maggior numero di investitori nell’ultimo anno (45%), il settore energetico si conferma anche la principale destinazione dei capitali nei prossimi dodici mesi, secondo quasi un terzo degli operatori intervistati (32%). Le fonti rinnovabili si confermano il comparto considerato più attrattivo dagli investitori, davanti ai data center e ai sistemi di accumulo energetico (BESS), mentre quasi la metà degli operatori (46%) individua nell’intelligenza artificiale la tecnologia destinata ad avere il maggiore impatto sul settore delle infrastrutture nei prossimi anni. I data center si posizionano al secondo posto tra i comparti ritenuti più attrattivi.
Si rafforza la fiducia degli investitori nel Sistema Italia: il rischio Paese viene indicato come ostacolo agli investimenti dal 7% degli operatori, in calo rispetto al 15% rilevato nel 2025. Restano tuttavia centrali i temi della semplificazione amministrativa e della certezza normativa, considerati elementi essenziali per accelerare la realizzazione dei progetti e favorire l’impiego dei capitali disponibili.
Per rimanere sempre aggiornati con le ultime notizie di “Dario d’Italia”, iscrivetevi al canale Telegram per non perdere i lanci e consultate i canali social della Testata.
Telegram
https://www.linkedin.com/company/diarioditalia
https://www.facebook.com/diarioditalia
© Riproduzione Riservata





































