Home Economia Ocse, il Pil ha resistito, ma le risorse si stanno esaurendo

Ocse, il Pil ha resistito, ma le risorse si stanno esaurendo

Scarpetta: «la crescita italiana più resiliente del previsto, avanti con le riforme». In Italia i salari sono ancora a livello pre pandemia.

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Il nuovo capo economista Osce, Stefano Scarpetta.

Nell’Economic outlook interim report di settembre presentato a Parigi dall’Ocse si afferma come «il Pil ha resistito, ma le risorse si stanno esaurendo», registrando una sostanziale tenuta della crescita globale per il 2026, Italia inclusa, con un Pil «più resiliente di quanto previsto» lo scorso giugno, anche se le prospettive economiche restano «fortemente condizionate dal raggiungimento di una soluzione duratura al conflitto in Medio Oriente» e il livello «dei salari reali in alcune economie del G20, come Giappone, Sudafrica e Italia, è ancora pari o inferiore al livello pre-pandemia».

Secondo il documento presentato nella sede Ocse a Parigi, il Pil mondiale crescerà del 2,9% nel 2026 (contro il 2,8% previsto nel precedente Outlook di giugno) e del 3% nel 2027 (contro il 3,1%). Quanto all’Italia, secondo l’Ocse, il Pil crescerà dello 0,9% nel 2026 (contro lo 0,5% previsto a giugno), per poi contrarsi allo 0,6% nel 2027, invariato rispetto alla precedente stima.

«La crescita globale ha tenuto meglio del previsto, ma le riserve che hanno permesso di attutire lo shock energetico si stanno esaurendo»: avverte da parte sua il segretario generale dell’Ocse, Mathias Cormann, in conferenza insieme al nuovo capoeconomista dell’Ocse, l’italiano Stefano Scarpetta. «La crescita è più debole rispetto all’anno scorso e l’inflazione è tornata a salire», aggiunge Cormann, invitando gli Stati membri a rivolgere «gli aiuti verso chi ne ha più bisogno e riportare la spesa pubblica su un percorso sostenibile».

Scarpetta spiega che «l’economia italiana, così come quella di altri Paesi come la Germania e la Spagna, ha dimostrato una maggiore resilienza di quella che ci potevamo aspettare a giugno». Quindi, l’invito ad andare avanti sul piano delle riforme strutturali. In Italia, osserva Scarpetta, «c’è stato un buon secondo trimestre e una revisione al rialzo da parte dell’Istat sul primo trimestre: questo significa che nella prima parte dell’anno la crescita è stata più forte di quanto ci si poteva aspettare a giugno». Per Scarpetta, il Pil italiano è stato trainato, in particolare, «dai consumi, ma anche dagli investimenti, tra cui quelli pubblici legati al Piano nazionale di ripresa e resilienza» di cui l’Italia è il primo beneficiario in Europa.

«Sappiamo bene che il Pnrr terminerà a fine 2026 e questo sarà in qualche modo uno dei motori della crescita che verrà a mancare – dice Scarpetta -. Motivo per cui bisogna continuare sul piano delle riforme strutturali per promuovere la produttività e la crescita economica». Quanto alla conferma da parte dell’Istat del deficit al 3,1% per il 2025, «è purtroppo qualcosa che limita la capacità del governo a intervenire», dice Scarpetta, sottolineando la necessità di concentrarsi su «quelle famiglie, imprese che sono più colpite dall’attuale crisi energetica».

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