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Bilancio Ue 2028-2034: il Consiglio Ue propone un taglio alla proposta della Commissione

Un taglio di 141 miliardi alla somma iniziale di 1.622 mld e 308 mld in men rispetto alla richiesta dell’Europarlamento. Ma questo non basta ai paesi “frugali”.

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La presidenza irlandese del Consiglio Ue propone un bilancio Ue 2028-2034 da 1.622 miliardi di euro a prezzi costanti 2025, con un taglio di 141 miliardi rispetto alla proposta iniziale della Commissione europea (l’8%). La cifra, contenuta nella nuova bozza negoziale (“negobox”) trasmessa ai Ventisette, è inoltre inferiore di circa 308 miliardi rispetto alla richiesta del Parlamento europeo. Il taglio proposto dalla presidenza irlandese ricade interamente sulle risorse destinate alle politiche europee, mentre resta invariato lo stanziamento di 149,3 miliardi per il rimborso del debito del Next Generation Eu.

Sul nuovo bilancio Ue 2028-2034 «spero certamente che si raggiunga un accordo entro Natale» ha dichiarato il ministro irlandese per gli Affari europei, Thomas Byrne, nel corso della conferenza stampa di presentazione del nuovo documento negoziale inviato ai Ventisette. «Se vogliamo che i cittadini e l’economia europea beneficino di questo quadro finanziario pluriennale dal primo gennaio 2028, dobbiamo raggiungere un accordo prima di Natale» ha spiegato Byrne.

Il nuovo documento negoziale «sarà ora, credo, la base per proseguire i negoziati in vista di un accordo concluso dai leader entro la fine dell’anno – ha aggiunto il ministro irlandese -. Nessuno otterrà tutto quello che voleva», ha riconosciuto Byrne, sottolineando tuttavia che la presidenza ritiene di aver presentato una proposta che offre qualcosa a tutti gli Stati membri.

La tutela dei finanziamenti europei per agricoltura e coesione ha raccolto il sostegno di quasi tutti gli Stati membri, compresi alcuni Paesi contributori netti al bilancio Ue ha sottolineato Byrne, difendendo la distribuzione dei tagli nella nuova proposta della presidenza di turno del Consiglio sul Bilancio Ue per il 2028-2034.

La prima rubrica comprende soprattutto agricoltura e coesione, ma anche sviluppo rurale e marittimo, migrazione, gestione delle frontiere e rimborso del debito del Recovery. Nella proposta irlandese la sua dotazione scende del 3,4% rispetto a quella della Commissione, a fronte di tagli del 12,8% alla seconda rubrica, dedicata a competitività, ricerca, innovazione, difesa e infrastrutture, e del 17,4% alla terza, che finanzia l’azione esterna dell’Ue, compresi cooperazione e aiuti umanitari. La quarta rubrica, relativa alle spese amministrative delle istituzioni europee, viene ridotta dell’8,8% (tutti a prezzi costanti 2025).

«Abbiamo dovuto trovare un equilibrio tra tutte le richieste concorrenti degli Stati membri. Abbiamo ascoltato attentamente quello che ci hanno detto – ha affermato Byrne -. Un numero enorme di Stati membri voleva che mantenessimo quanto previsto per la prima rubrica, ma quasi unanimemente gli Stati membri volevano anche un livello significativo di ambizione per la seconda e anche per la terza».

Per alimentare il bilancio europeo, tra le proposte c’è la riduzione dal 25% al 10% della quota dei dazi doganali che gli Stati membri possono trattenere a copertura dei costi di riscossione, aumentando così le entrate destinate direttamente al bilancio europeo. C’è anche la proposta di aumentare dagli attuali 80 centesimi a un euro al chilogrammo il contributo nazionale al bilancio Ue calcolato sui rifiuti di imballaggio in plastica non riciclati. Resterebbe invece invariata allo 0,30% l’aliquota applicata alla base imponibile armonizzata dell’Iva per calcolare la relativa risorsa propria dell’Ue.

Ma da uno dei “falchi dei “paesi frugali” si chiedono più tagli: per il ministro delle Finanze olandese, Eelco Heinen, «i Paesi Bassi non possono accettare questa proposta. Di questo passo, non ci sarà alcun accordo entro la fine dell’anno. Insieme ad altri Stati membri, i Paesi Bassi vogliono spingersi molto oltre per riportare la proposta a dimensioni moderne, realistiche e accettabili».

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