Home Ambiente Qualità dell’acqua minacciata dai nuovi contaminanti, dai farmaci ai pesticidi

Qualità dell’acqua minacciata dai nuovi contaminanti, dai farmaci ai pesticidi

Da Legambiente sette proposte per la sicurezza idrica.

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Qualità dell’acqua Acque trattate

Una nuova minaccia per la qualità dell’acqua arriva da un inquinamento invisibile, quello dei contaminanti emergenti: farmaci e antidepressivi, metaboliti da stupefacenti, Pfas, pesticidi e microplastiche raggiungono fiumi, laghi e falde e aumentano la pressione su ecosistemi, sicurezza idrica e salute pubblica. Arrivano da molte fonti, dagli scarichi industriali, da quelli civili e ospedalieri, dall’agricoltura e gli allevamenti, mentre i depuratori convenzionali non riescono a rimuoverli del tutto.

È una pressione su ecosistemi e sicurezza idrica che si aggiunge a un quadro già compromesso, evidenziato da Legambiente all’VIII Forum Acqua, organizzato a Roma in collaborazione con Utilitalia, dove sono stati comunicati dati ed evidenze scientifiche più recenti, indicando la strada da percorrere con sette proposte indirizzate al Governo.

Questo inquinamento si somma a un quadro già critico: in 17 anni gli impianti soggetti all’obbligo di comunicazione hanno rilasciato in acqua oltre 7.500 tonnellate di sostanze, tra metalli, nutrienti, pesticidi e solventi clorurati (elaborazione Legambiente su dati E-Prtr). Resta alta anche l’attenzione su microplastiche, Pfas e farmaci.

Non intervenire ha un prezzo: solo per i Pfas, responsabili di interferenze endocrine nelle persone, senza misure di contenimento, la contaminazione potrebbe costare all’Europa 440 miliardi di euro entro il 2050; il solo trattamento delle acque oltre 1.000 miliardi, mentre ridurre i rilasci alla fonte entro il 2040 farebbe risparmiare circa 110 miliardi, secondo uno studio della Commissione europea del 2026.

Per Legambiente bisogna ripensare l’intero ciclo dell’acqua in chiave preventiva e ridurre le sostanze pericolose alla fonte, con un approccio “One Health” che tuteli insieme salute umana, animale e degli ecosistemi. Da qui le sette proposte per una gestione dell’acqua e per la sua sicurezza idrica: subito un monitoraggio nazionale uniforme, con dati pubblici e accessibili, regole più efficaci in Italia e in Europa e il principio “chi inquina paga” recepito senza indebolirlo. E non è più rinviabile il completamento di reti fognarie e depuratori, insieme al via libera al riuso delle acque reflue con controlli specifici sui contaminanti emergenti.

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