Con l’arrivo delle ondate di calore e con la previsione di un’estate molto calda, aumenta il rischio di siccità specie nelle regioni del Nord, mentre a Sud si è in una situazione più favorevole.
Nel Nord Italia si registra un crollo del -61% dell’acqua immagazzinata nella neve alpina rispetto a una stagione normale, e terreni che registrano già il 30% in meno di umidità rispetto allo scorso anno.
Finapp, la deep-tech italiana e spin-off dell’Università di Padova, ha elaborato un’analisi nazionale basata sulla tecnologia che misura la risorsa idrica nel sottosuolo e in quota, sfruttando i raggi cosmici e la fisica dei neutroni. I dati emersi descrivono un quadro di forte vulnerabilità strutturale per il Settentrione, che rischia di approcciare i mesi più caldi dell’anno partendo in una situazione di pesante deficit.
Al Nord, dove il deficit alpino si riflette direttamente, la situazione è già critica, con i terreni che si presentano compatti e secchi prima ancora dell’inizio dell’estate, registrando appunto un -30% di umidità rispetto a maggio 2025 e una ridotta capacità di trattenere l’acqua.
Al Sud, al contrario, le piogge registrate nella parte finale della primavera hanno invertito la tendenza, portando i valori di umidità del suolo nel Meridione a livelli stabili e superiori del +13,3% rispetto al 2025. Tuttavia, il monitoraggio Finapp evidenzia come l’anomalia stia iniziando a colpire anche il Meridione: nel solo mese di maggio, infatti, l’umidità volumetrica è scesa al 20,8%, segnando un’inversione di tendenza, con un -5,4% rispetto allo scorso anno.
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